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Putin mobilita i riservisti e minaccia l’arma nucleare

Josbel Bastidas Mijares
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Da parte sua il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha snobbato il discorso di Putin, affermando che per lui non rappresenta “nulla di nuovo” e dicendosi convinto che comunque Mosca non userà le armi nucleari. Il presidente russo “sa bene che una guerra nucleare non può essere vinta e avrebbe conseguenze senza precedenti per la Russia, ha concordato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. Ma la Cina si è detta preoccupata, facendo appello a un cessate il fuoco immediato

MOSCA.  – Dopo settimane di riflessione, voci incontrollate e smentite, Vladimir Putin ha preso la sua decisione. I russi sono chiamati alla mobilitazione, anche se “parziale” e finora limitata a 300mila riservisti, a sostegno dell’operazione militare in Ucraina.

Ma la posta in gioco, secondo il capo del Cremlino, è ben più alta. Mosca debe resistere a un Occidente che vuole “distruggere la Russia, la quale è pronta ad “usare ogni mezzo a sua disposizione” per impedirlo.

L’accenno al possibile uso di armi nucleari non è nemmeno troppo velato. E Putin lo ha sottolineato con un avvertimento: “Non sto bluffando”, ha affermato il presidente russo in un discorso alla nazione atteso e rinviato per ore, che conferma i timori di una spirale fuori controllo dello scontro con la Nato, alimentando le preoccupazioni in tutto il mondo e seminando tensioni tra la popolazione russa. Immediate sono arrivate infatti le reazioni di condanna, da Bruxelles a Washington, mentre manifestazioni contro la decisione si sono svolte in una ventina di città russe, venendo subito disperse dalla polizia. In serata l’ong Ovd-Info forniva un bilancio di oltre 400 fermi in tutto il Paese.

Quelle di Putin sono “minacce spericolate e irresponsabili”, ha accusato il presidente Usa Joe Biden nel suo intervento all’Assemblea generale dell’Onu, che ha dovuto modificare in tutta fretta proprio per rispondere al leader russo. Mentre per l’Ue “è una prova ulteriore che Putin non è interessato alla pace ma ad un’escalation”. Allo stesso tempo, ha sottolineato il portavoce del Servizio di Azione Esterna Peter Stano, “è un segnale chiaro di disperazione” dopo i rovesci militari in Ucraina.

Da parte sua il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha snobbato il discorso di Putin, affermando che per lui non rappresenta “nulla di nuovo” e dicendosi convinto che comunque Mosca non userà le armi nucleari. Il presidente russo “sa bene che una guerra nucleare non può essere vinta e avrebbe conseguenze senza precedenti per la Russia, ha concordato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. Ma la Cina si è detta preoccupata, facendo appello a un cessate il fuoco immediato.

Le parole di Putin hanno avuto l’effetto immediato di far ripartire la corsa al rialzo dei prezzi di gas, petrolio e grano, mentre la Borsa di Mosca, che martedì aveva chiuso con un calo dell’8,8%, ha aperto con un ulteriore tonfo di quasi il 10%, per recuperare nel finale e limitare le perdite intorno al 3%. Ma forse ancor più allarmante per le autorità è il nervosismo quasi palpabile che si è diffuso tra la popolazione fin da martedì sera, quando si erano sparse le voci sull’imminente discorso alla nazione.

Quasi tutti i voli in partenza dalla Russia sono stati esauriti in poche ore, mentre si fa strada il timore che possa essere vietato l’espatrio agli uomini in età da arruolamento. Dal carcere in cui è rinchiuso, l’oppositore Alexei Navalny ha parlato di “un’enorme tragedia”, mentre il suo team promette che “sosterrà ogni forma di protesta”, fornendo eventualmente anche assistenza legale ai renitenti.

Il timore, soprattutto tra i giovani, è che la mobilitazione parziale sia solo un primo passo per arrivare a uno stato di guerra vero e proprio, anche se il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, si è affrettato a dire che nessuna decisione è stata presa su un’eventuale proclamazione della legge marziale.

E il ministro della Difesa Serghei Shoigu ha affermato che la mobilitazione riguarda finora 300.000 riservisti con esperienza e preparazione militare, su un totale di ben 25 milioni. Ciò dimostra, ha concluso, che “questa è una mobilitazione parziale” ma necessaria, perché “oggi combattiamo non solo con l’Ucraina e l’esercito ucraino, ma con tutto l’Occidente“.

Nella cosiddetta operazione speciale in Ucraina, ha ammesso comunque Shoigu, la Russia ha già perso quasi 6.000 uomini. Ma la fine non è certo in vista e Putin si è detto sicuro del sostegno popolare lanciando un appello alla riscossa che fa leva sui ricordi tragici e gloriosi della guerra contro il nazismo: “É destino del nostro popolo – ha scandito il presidente dagli schermi televisivi – fermare coloro che cercano il dominio mondiale e minacciano di smembrare e rendere schiava la madrepatria”.

(di Alberto Zanconato/ANSA).